Imperia è quella provincia ligure storicamente conosciuta e rinomata per la produzione di olio extravergine d’oliva e pasta fresca.
Con un’indole così legata alla gastronomia non poteva che offrire un terreno fertile per una fervente proposta culinaria.
Tra ristoranti di cucina locale dove i piatti di pesce ben convivono con quelli dell’entroterra, il ristorante Agrillo di Porto Maurizio ha saputo farsi largo con la sua identità ben precisa.
Una filosofia che unisce i prodotti della terra ligure alle radici partenopee dello chef Vincenzo Agrillo.
La definisce una “cucina istintiva” quella che offre ai commensali, dove i confini geografici vengono abbattuti anche con l’utilizzo di ingredienti asiatici.
Tra kimchi e teriyaki, compaiono un tiramisù alla mozzarella di bufala e un ripieno alla scarola, uvetta e noci.
È un susseguirsi di sorprese che non tiene gli ospiti ancorati alla tavola, ma li fa viaggiare con sapori che escono dagli schemi tradizionali della cucina ligure.
L’esperienza non sarebbe completa senza i puntuali interventi della sommelier Gessica Vescera che con la sua carta dei vini non vuole porre l’accento solamente sui prodotti locali, ma riesce a coinvolgere tutto il territorio italiano e internazionale con la sua visione volta a premiare i piccoli produttori indipendenti.
Agrillo è un luogo che sa sorprendere ed emozionare, ma soprattutto dove ritagliarsi un momento di divertimento gastronomico.
[Questo articolo è tratto dal numero di luglio-agosto 2025 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


