C’è un lembo d’Italia dove la pianura si distende come un antico pensiero, e le colline si sollevano lievi, come un ricordo che affiora: è Piacenza, terra appartata e fiera, che non si concede mai alla fretta.
Qui il silenzio ha un suono pieno, e ogni paesaggio racconta storie che affondano nella terra, nei filari, nelle pietre dei tanti castelli e delle pievi antiche e nei cortili ombrosi delle cascine.
Il territorio piacentino è una trama di elementi antichi e continui: i fiumi che serpeggiano lenti, i borghi arroccati che resistono al tempo, le vigne disegnate con precisione monastica, i campi che ancora sanno attendere le stagioni.
Non è un luogo da attraversare in fretta, ma da ascoltare. La sua bellezza non è gridata, ma si rivela a chi sa cogliere il dettaglio – il colore di un’argilla, il riflesso sull’acqua di un canale, l’ombra lunga di un olmo al tramonto.
Piacenza non è soltanto geografia, è un ritmo interiore.
Una promessa di autenticità che si conserva nei gesti quotidiani, nei saperi agricoli tramandati con pudore, nella sobrietà di una cucina che non ama ostentare, ma che custodisce sapori profondi e veri, radicati nel paesaggio stesso.
Noi li abbiamo scoperti nell’azienda agricola “Cascina Pizzavacca”, da sempre di proprietà dei Pisaroni, che da generazioni valorizza le produzioni tipiche di queste terre.
Qui la Cascina domina il territorio con la sua imponenza e maestosità a Soarza di Villanova sull’Arda, un piccolo paese di fondazione romana che sorge appartato tra il verde della campagna ricca di frutteti, coronato dai boschi che s’allineano lungo il corso del fiume Po.
Nella trasparenza del vetro, la trasparenza di un lavoro artigianale che riesce a rimandare, intatti, i colori e i sapori di una natura rispettata con caparbia risolutezza: ancora oggi, come un tempo, le ricette riproposte da Bruno Pisaroni, lo “chef” della Cascina Pizzavacca, escludono totalmente l’utilizzo di conservanti, coloranti e altri additivi, offrendo così aromi assolutamente naturali.
La garanzia di un anno di conservabilità per tutti i prodotti è quindi il risultato di processi di lavorazione ad alto contenuto tecnologico, che tuttavia recuperano le antiche e comuni tecniche utilizzate tradizionalmente dalle famiglie contadine e le secolari ricette della Bassa Piacentina per mantenere inalterata la qualità di frutta e verdura durante tutto l’anno.
All’apertura dei vasi esplodono i sentori di materie prime coltivate in campo, salse di verdura e sottoli, confetture e nettari di frutta.
C’è uno spaccio aziendale per comprare l’essenza di ciò che si vede tutto intorno e ci sono camere accoglienti per vivere e condividere un’esperienza ricca di valori concreti.
[Questo articolo è tratto dal numero di luglio-agosto 2025 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


