La Val Gardena, scrigno naturalistico privilegiato che racchiude in sé la complessità e la bellezza delle Dolomiti, è molto di più che un suggestivo luogo di montagna: è un universo culturale, linguistico e ambientale intrecciati tra loro in modo esemplare.
Qui si parlano tre lingue – ladino, tedesco e italiano – e questa pluralità ha forgiato nei secoli un’identità forte, capace di accogliere e di innovare senza smarrire le proprie radici.
Il monumentale complesso dolomitico che la domina, Patrimonio UNESCO, muta volto nel variare delle stagioni e della luce: l’alba accende i profili rocciosi di rosa pallido, i tramonti si tingono d’arancio intenso, e d’inverno i silenzi innevati aumentano il fascino di panorami incantati.
Selva di Val Gardena, a 1.563 metri di altitudine, è il cuore pulsante di questo paesaggio.
Qui il turismo si è sviluppato già a partire dall’Ottocento, quando i primi viaggiatori d’oltralpe scoprivano i panorami del Sella e del Sassolungo, ma è sempre rimasto legato al lavoro dei valligiani, alla loro tenacia e al loro senso di comunità.
Ancora oggi la valle conserva questa duplice anima: da un lato è meta internazionale per lo sport e la vacanza, dall’altro è luogo profondamente legato alla sua terra, alle tradizioni, all’artigianato del legno, alle feste popolari, alle leggende ladine tramandate di generazione in generazione.
È un territorio che non offre soltanto scenari da cartolina come quello della Città dei sassi immersa tra larici maestosi e profumati cirmoli, ma un patrimonio culturale vivo, che si riflette anche nell’ospitalità alberghiera, spesso gestita da famiglie che da decenni si dedicano con passione a questo mestiere.
È in tale contesto che nel 1961 la famiglia Puntscher-Perathoner ha fondato il Granbaita Dolomites, oggi raffinato 5 stelle nel cuore di Selva.
L’hotel ha conosciuto negli ultimi anni una trasformazione radicale: l’architetto Rudolf Perathoner ha firmato un intervento che ha saputo fondere linee contemporanee e materiali locali, restituendo spazi luminosi, ampi, caldi.
Pietra, legno, tessuti naturali e focolari sono il filo conduttore di un restyling che ha conquistato il Premio In/Architettura 2020 Willis Towers Watson, riconoscendo il valore di un lavoro corale che ha coinvolto artigiani e maestranze del territorio.
Dietro alle scelte estetiche resta immutata la filosofia della famiglia: Carmen e Raphael, insieme ai figli Marco, Alexander e Anna, curano ogni dettaglio con lo stesso spirito che da più di sessant’anni guida il Granbaita. Un approccio che rende l’ospitalità familiare ma raffinata, capace di unire professionalità e autenticità.
La cucina di Marc Bernardi e Sofia Parduzzi
La ristorazione, determinante in una struttura con tutto lo charme avvolgente di una grande casa ospitale, è stata da poco affidata a due giovani: Marc Bernardi (1991) e Sofia Parduzzi (1998), coppia nella vita e nel lavoro. Con il loro arrivo, la cucina del Granbaita sta sperimentando una nuova energia: radici alpine e tradizione padana si uniscono con rigore tecnico e curiosità internazionale.
Marc, gardenese cresciuto fra Val Gardena e Mantova, porta con sé i sapori di due mondi complementari: la montagna con i suoi formaggi ed erbe spontanee, e la campagna con le carni di prossimità e le verdure di stagione portate in cucina direttamente dai contadini.
Ma lo chef rivela che fonte di ispirazione costante di alcuni suoi piatti sono anche il pesce dei corsi d’acqua locali, così come si evince proprio nello Spiedo di fiume e di lago alla brace, carciofo viola laccato, finocchio fondente, beurre blanc all’alloro e salsa BBQ, oppure nello spaghetto all’uovo in emulsione tiepida di gamberi di fiume, zafferano, agrumi, gamberi di fiume al carbone. Sofia, originaria di Bolzano, è custode della pasta fresca e della concretezza artigianale: suoi i ravioli ripieni di coniglio in salmì, giardiniera di funghi, pancetta di coniglio, friggitelli arrosto, insalata di erbette.
Insieme hanno sviluppato una proposta gastronomica che parte dal prodotto, ne rispetta la stagionalità, ne valorizza l’identità.
Al ristorante dell’hotel, ogni giorno due percorsi: il menù Montagna e Tradizione, che celebra le radici alpine con piatti della memoria, e il menù Degustazione Granbaita, dove tecnica e creatività si fondono in ricette più contemporanee, aperte al dialogo con le cucine del mondo. Oppure la scelta è fra le proposte del Menù à la carte e, su richiesta, tra i piatti dei Menù vegetariano e vegano.
Contestualmente, nel raffinato Granbaita Gourmet, il ristorante fine dining aperto anche agli ospiti esterni, i ben distanziati 7 tavoli offrono inoltre un’esperienza culinaria intrigante: Lasciati condurre, fidati di noi, si snoda tra 7 piatti identitari a sorpresa, mentre Menù leggero si articola in 5 portate.
Queste soluzioni, così come quelle del Menù à la carte, sono supportate da una cantina con oltre 700 etichette.
Il bar e la miscelazione con Francesco Di Fiore
Fiore all’occhiello (e ci venga perdonato il calembour) è il bar che ha trovato la propria figura di riferimento nel pugliese Francesco Di Fiore, bartender con un percorso variegato che lo ha visto formarsi in Italia e all’estero in strutture prestigiose, ma soprattutto presso La Bottega di Franco e la Bizzare Cocktail Boutique, sotto l’egida di Enrico Scarzella che Francesco indica come suo mentore e dove ha approfondito la tecnica della miscelazione avanzata.
Oggi, al Granbaita, mette a frutto queste esperienze con una proposta che unisce cocktail classici e sue creazioni, portando precisione e personalità in ogni preparazione.
La sua presenza contribuisce a dare coerenza all’offerta dell’hotel, dove anche l’aperitivo o il drink dopocena diventano parte dell’esperienza di soggiorno.
La Savinela Spa, il cuore del benessere
Tra gli spazi che più colpiscono, la Savinela Spa si distingue per ampiezza e varietà: oltre 2.000 m² con piscina interna collegata a quella esterna riscaldata, idromassaggi, sauna finlandese, bagno turco aromatico, oasi salina, sauna al fieno e spazi riservati.
L’acqua, trattata con il metodo Grander, diventa elemento centrale di un percorso di rigenerazione che si completa con trattamenti basati su erbe e principi attivi alpini.
Il grande giardino esterno, aperto verso le cime, può ospitare yoga e pilates all’aria aperta in dialogo diretto con il paesaggio dolomitico.
L’esperienza vivibile al Granbaita trova nei numerosi intimi angoli che punteggiano la hall, nelle sontuose 56 stanze con terrazze che spaziano sull’incantevole paesaggio, nelle proposte enogastronomiche, nella varietà dei trattamenti altamente professionali della Spa e nella generosa offerta di servizi per lo sport inclusi nei pacchetti soggiorno, la propria espressione più sincera e compiuta, in equilibrio armonioso tra natura, comfort e silenzio.
Il Granbaita Dolomites è molto più che un hotel di lusso: è il risultato di una visione familiare che ha saputo crescere senza perdere autenticità.
La Spa, la cucina firmata da Marc e Sofia, il lavoro del bar guidato da Francesco e l’ospitalità dei Puntscher-Perathoner compongono un insieme armonico, in cui ogni elemento racconta la valle, le sue radici e la sua apertura al mondo.
Granbaita Dolomites
S.da Nives, 11
39048 Selva di Val Gardena (BZ)
Tel. +39 040 972 0710
www.hotelgranbaita.com
[Questo articolo è tratto dal numero di novembre-dicembre 2025 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


