Riccardo Cotarella*: tutelare i nostri prodotti
Alessandro Rossi: 2025: calo dei consumi del settore HORECA, all’attesa per la definizione dei dazi da parte del governo Trump. Qual è il suo punto di vista su questi scenari?
Riccardo Cotarella: “Il settore HORECA è fondamentale per il vino italiano, non solo per i volumi di vendita, ma soprattutto per il valore aggiunto che porta alla nostra filiera. Il calo dei consumi nell’ HORECA nel 2025 rappresenta una sfida significativa. Significherebbe meno opportunità per i produttori di posizionare il proprio vino in un contesto di qualità, dove può essere raccontato e valorizzato. In questo contesto, è fondamentale per i produttori di vino adattarsi rapidamente. Potrebbe essere utile diversificare i mercati di esportazione e rafforzare la presenza nel mercato domestico. Il vino italiano è forte, e lo è perché ha saputo sempre adattarsi e trovare nuovi sbocchi, dobbiamo essere pronti a rafforzare la nostra presenza in altri mercati, e a lavorare con le istituzioni affinché il nostro prodotto sia tutelato e valorizzato.“
Alessandro Rossi: A dicembre è uscito il regolamento che norma anche in Italia la produzione di vini dealcolati. Quali scenari si aprono? Ritiene che questi prodotti possano avere successo nel nostro mercato?
Riccardo Cotarella: “Il regolamento che norma la produzione di vini dealcolati è un passo inevitabile, perché il mercato sta cambiando e dobbiamo tenerne conto. Tuttavia, la vera domanda è: il vino senza alcol è ancora vino? Personalmente, credo che il successo di questi prodotti dipenderà dalla loro qualità e dalla capacità di mantenere l’identità di ciò che noi chiamiamo “vino”. Dobbiamo stare attenti a non inseguire mode senza una riflessione più ampia. Il vino è cultura, storia, emozione. Se la tecnologia ci permette di creare prodotti che possano rispondere a nuove esigenze senza tradire questi valori, allora ben venga. Ma non dobbiamo pensare che questa sia la strada per il futuro del vino italiano. Il nostro patrimonio vitivinicolo è troppo importante per essere banalizzato.“
Alessandro Rossi: Ricerche internazionali proiettano un calo dei consumi vinicoli e mostrano una certa distanza del vino dai consumatori più giovani. Come si può lavorare per limare questo gap?
Riccardo Cotarella: “Il problema è che il vino non è raccontato ai giovani nel modo giusto. Oggi la comunicazione è cambiata, e il vino deve sapersi adeguare, senza perdere la sua anima. Bisogna parlare ai giovani con i loro strumenti, con un linguaggio più semplice e diretto, ma senza snaturare la complessità e la bellezza del nostro mondo. È importante mettere il cliente al centro, creando storie che risuonino con i valori e gli interessi delle nuove generazioni. Investire in digital marketing e social media è cruciale. Collaborazioni su piattaforme digitali possono aumentare la consapevolezza e l’interesse tra i giovani. Inoltre, offrire esperienze interattive come degustazioni, eventi che coinvolgano, far capire che dietro ogni bottiglia c’è un lavoro, una storia, un’emozione. Infine, il vino deve parlare il linguaggio della sostenibilità, perché i giovani oggi guardano a questo valore più che mai. Il nostro settore ha già tanto da raccontare su questo tema, ma dobbiamo farlo in modo più efficace. Se riusciamo a far capire che bere vino non è solo un gesto, ma un’esperienza legata alla terra, alla cultura e alla sostenibilità, allora avremo conquistato un nuovo pubblico senza tradire chi siamo.“
*Riccardo Cotarella rappresenta la seconda generazione di una famiglia che si è dedicata alla produzione di uva e vino. Nato nel 1948 a Monterubiaglio, un borgo in provincia di Terni, studia presso la scuola di viticoltura ed enologia a Conegliano Veneto. Nel 1979, insieme al fratello Renzo, fonda quella che oggi è “Famiglia Cotarella”, una delle più importanti e qualificate aziende vitivinicole d’Italia con 200 ettari di vigneto e quasi 2 milioni di bottiglie vendute in tutto il mondo. Fonda la società di consulenze “Chiasso Cotarella srl”, che svolge attività di consulenze viticole ed enologiche in Italia e in tutto il mondo e che si avvale di numerosi collaboratori. Più di 100 aziende in Italia, Francia, Palestina, Giappone, Russia, Romania, Spagna, Serbia, Georgia affidano i loro vigneti e i loro vini alle cure professionali di Riccardo Cotarella.
[Questo articolo è tratto dal numero di maggio-giugno 2025 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


