Dal 1° maggio 2026, Amsterdam vieta la pubblicità di carne e di prodotti legati ai combustibili fossili su cartelloni, schermi digitali e fermate degli autobus.
La legge è stata approvata il 22 gennaio 2026 dal consiglio comunale di Amsterdam a seguito di una proposta congiunta del Partito degli Animali e di GroenLinks (Sinistra Verde) ed è passata con 27 voti a favore e 18 contrari.
L’allevamento intensivo e la produzione di carne sono tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra, mentre il settore dei combustibili fossili rappresenta uno dei pilastri della crisi climatica globale.
Un dibattito che ha toccato questioni ambientali, economiche e giuridiche che punta a disincentivare la normalizzazione di consumi ad alto impatto ambientale, per contrastare la crisi climatica e proteggere la salute pubblica dei cittadini.
La decisione pone Amsterdam come prima capitale europea ad imporre un divieto così esteso sulla pubblicità di prodotti considerati responsabili di impatti ambientali considerevoli, ma non è un caso isolato.
Negli scorsi anni, diverse città olandesi hanno introdotto divieti simili sui combustibili fossili e sulla carne.
La città di Haarlem aveva già anticipato le amministrazioni olandesi vietando la pubblicità della carne a partire dal 2022, a cui seguirono le città di L’Aia e Utrecht nel 2023. Amsterdam ha concretamente una maggiore visibilità e rilievo nel panorama europeo, pertanto queste scelte irrompono sul palcoscenico internazionale.
Secondo i promotori, la limitazione della pubblicità dei prodotti ad alto impatto, è uno strumento supplementare rispetto a quelli tradizionali normalmente utilizzati dalla politica ambientale, come incentivi e sussidi, poiché mira a ridurre la pressione commerciale che incentiva consumi e modelli produttivi ad alto impatto climatico favorendo modelli alimentari e di mobilità più sostenibili.
Non mancano le polemiche. I critici sostengono che il divieto limiti la libertà economica e pone problemi pratici legati ai contratti pubblicitari già esistenti.
Vedremo come si evolveranno i contenziosi e quale impatto reale avranno le misure adottate sui comportamenti di consumo.
[Questo articolo è tratto dal numero di di marzo-aprile 2026 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


