Ne parlano tutti e lo usano ormai in tantissimi, tanto che, a volte, è difficile da reperire! Quello che viene chiamato “agonista del recettore GLP-1”, al di là dei differenti nomi commerciali, sta, effettivamente, avendo un successo senza precedenti nel campo della cura dell’obesità.
La prima domanda che sicuramente vi state ponendo è: funziona davvero? La risposta è NI, ma è un NI tendente di più al SI che al NO. Sebbene, infatti, ci siano molte persone che denunciano insuccessi, la maggior parte delle persone dichiara un dimagrimento ottimo.
Ma andiamo per gradi e cerchiamo di spiegare meglio: il semaglutide (o molecole simili ad esso) è un farmaco appartenente alla classe degli agonisti del recettore GLP-1 (glucagon-like peptide-1), inizialmente sviluppato per il trattamento del diabete di tipo 2. Come dicevamo, recentemente, ha guadagnato popolarità come terapia efficace per la perdita di peso negli individui con obesità o sovrappeso. I meccanismi d’azione di questo farmaco sono molteplici e li possiamo riassumere in 3 punti fondamentali:
- Il controllo dell’appetito, con conseguente riduzione del cibo
- Il miglioramento della sensibilità all’insulina (motivo per cui è indicato nelle terapie antidiabete)
- Il possibile aumento del dispendio energetico (non ancora certo).
Soprattutto per quanto riguarda il primo punto, l’azione di questo farmaco sul dimagrimento è interessante: pare infatti che si verifichi un aumento del senso di sazietà, in quanto c’è un’azione diretta del farmaco a livello dei centri della fame; inoltre, viene rallentato lo svuotamento gastrico (quindi il cibo rimane più tempo nello stomaco), riducendo il desiderio di mangiare frequentemente e c’è una effettiva diminuzione del desiderio di cercare cibi ipercalorici, ricchi di zuccheri e grassi.
Ci sarebbe subito da dire: Wow! Ma è fantastico!
Chiaramente, come in tutte le cose, non è tutto oro quel che luccica. Questo tipo di farmaci non può essere assunto da persone con disturbi al pancreas o alla tiroide, da donne in gravidanza o in allattamento e presenta una serie di effetti collaterali che, a volte, possono essere meno importanti (nausea, vomito, diarrea o stitichezza, mal di testa, affaticamento), ma altre volte possono portare a seri problemi di salute. Sono, infatti stati segnalati episodi avversi molto gravi, come blocchi intestinali, pancreatiti, paresi dello stomaco, fenomeni psichici di autolesionismo fino ad arrivare (ma questo è da verificare pienamente) ad un aumento dei pensieri suicidi.
In più, poi, c’è il solito problema: cosa succederà quando, avendo perso il peso, non prendiamo più il farmaco? Questa è, obiettivamente, la domanda, che ci porta poi, sempre allo stesso punto di partenza.
Si stanno già verificando i primi casi di recupero del peso, una volta interrotto il farmaco; questo succede, essenzialmente, perché il paziente non lavora mai, effettivamente, sull’educazione alimentare. Ho deciso di scrivere questo articolo proprio perché ieri è venuta alla mia osservazione una giovane ragazza che ha perso 30 kg con questo farmaco, ma è andata in crisi perché il suo medico le ha detto che, ormai, deve sospendere l’assunzione. Ho assistito a 30 minuti di pianto disperato da parte di questa povera ragazza che, ora, si sente completamente spiazzata e, invece di autostima alta perché ha comunque ottenuto un certo risultato, questo periodo le ha ulteriormente abbassato il livello di autostima perché ha capito che da sola non ce la fa.
Quello che ho potuto fare è semplicemente farle un esempio: semaglutide le ha fornito 2 stampelle super efficienti per camminare e ha, con quelle stampelle, scalato le montagne, ma, in tutto questo periodo, non ha lavorato per rinforzare i muscoli delle gambe, si è solo appoggiata a quelle stampelle e ora che le stampelle le deve lasciare, i muscoli delle gambe non sono pronti.
Ecco: pensate ai muscoli delle gambe come alla vostra educazione alimentare, cioè a quell’unico ed inimitabile elemento che vi permette di gestire in modo sano e soddisfacente la vostra alimentazione senza danneggiare il vostro corpo.
Presto o tardi, da giovani o da adulti, da sani o da malati, tutti, ripeto tutti, dobbiamo fare i conti con questi “muscoli delle gambe”; possiamo prendere scorciatoie, possiamo prendere stampelle, possiamo rimanere fermi, ma, prima o poi, il lavoro da fare su noi stessi, sul nostro rapporto con il cibo va fatto. Dobbiamo farlo, per noi, per il nostro vero benessere, per la nostra realizzazione, per la nostra felicità.
[Questo articolo è tratto dal numero di di maggio-giugno 2025 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


