Pochi lo sanno, ma Rotterdam è una città entusiasmante. Nota ai più per il celebre Erasmo e per l’immenso porto, terzo al mondo dopo Shanghai e Singapore (ma fino al 2004 era il più grande in assoluto), ai passi del turista sprigiona l’energia di una giovinezza incontenibile, rimarginata dalle ferite della storia.
Se infatti la città vecchia è stata quasi interamente distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, con l’eccezione di qualche sparuto conglomerato di casupole appuntite, nella sua ricostruzione si sono impegnati alcuni fra i migliori architetti del XX secolo, in parte eletti da una scuola olandese già fiorente.
Tanto che oggi lo skyline è quello di una “Manhattan sul Maas”, come è stato soprannominato il quartiere dei grattacieli in riva al fiume, fra architetture fantastiche e ponti avveniristici. Sembrerebbe quasi di non trovarsi in Europa, ma in qualche metropoli del Nuovo Mondo.
Se solo la cultura e gli spessori non manifestassero una matrice indubbiamente europea, o meglio di Nuova Europa, di cui è difficile citare altri esempi.
Non è andata diversamente in cucina, dove a dire il vero non c’è stato bisogno di distruggere un granché.
La tradizione olandese, dicono da queste parti, è poca cosa: formaggio, patate e poco più.
Cosicché le ultime generazioni sono cresciute con un cibo meticcio e letteralmente maccheronico, influenzato dai robusti trascorsi coloniali, che hanno popolato una suggestiva Chinatown.
A Rotterdam non mancano i sognatori, che hanno aperto il primo laboratorio per la produzione artigianale di salsa di soia in Europa, da semi olandesi fermentati per tre anni, e una serra di vegetali esotici come wasabi e yuzu.
Categoria di cui fa parte anche qualche cuoco, come Michael van der Kroft, che con la compagna Emy Koster in sala serve il sogno di una cucina olandese from scratch, globale come il porto e incalzante come la città.
Restaurant Tres
Entrepotgebouw
Vijf Werelddelen 75
3071PS Rotterdam (The Netherlands)
+31 (0) 6 18027316
www.tresrotterdam.com
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