Eros Teboni*: adottare strategie comuni
A.R: Lo stato dell’arte del vino italiano in Italia e all’estero
Teboni: “Il vino italiano resta uno dei grandi protagonisti del panorama internazionale, ma oggi affronta una sfida importante: da una parte la contrazione dei consumi, dall’altra l’esigenza di mantenere rilevanza all’estero in un mercato sempre più competitivo. È un momento che richiede lucidità e visione.
Servono strategie condivise, una comunicazione chiara e una sempre maggiore capacità di ascolto. Perché il valore c’è e la qualità anche. Dobbiamo solo imparare a raccontarci meglio, senza dimenticare che dietro ogni bottiglia ci sono persone, territori e storie da trasmettere.”
A.R: Un’analisi sui nuovi consumatori di vino, come si muovono le nuove generazioni?
Teboni: “I giovani non si sono allontanati dal vino, semplicemente lo vivono con occhi nuovi.
Cercano freschezza, meno alcol, maggiore bevibilità, ma soprattutto desiderano esperienze autentiche da condividere.
Il vino per loro è convivialità, scoperta, identità. Il trucco, se vogliamo davvero tornare a farli innamorare del mondo del vino, è proprio il coinvolgimento e la condivisione: creare occasioni in cui possano sentirsi partecipi, protagonisti di un racconto che parla anche il loro linguaggio.
Solo così possiamo costruire un legame duraturo, sincero e profondo con una nuova generazione di consumatori consapevoli.”
A.R: Quali sono, sotto il punto di vista di Teboni, i problemi del vino in Italia? E del vino italiano all’estero?
Teboni: “Più che di problemi, parlerei di sfide che richiedono consapevolezza e competenza.
In Italia abbiamo una ricchezza produttiva straordinaria, ma spesso manca una visione condivisa che permetta di valorizzarla davvero.
All’estero, il vino italiano è stimato, ma per essere compreso e scelto serve una strategia precisa, costruita con chi conosce i mercati e li frequenta ogni giorno. Comunicare, fare degustazioni o presentare masterclass è importante, ma è un lavoro diverso dal costruire un prodotto che possa posizionarsi, essere richiesto e venduto.
Per questo credo che oggi più che mai serva un confronto sincero tra chi comunica e chi il vino lo porta sul mercato davvero, con umiltà e obiettivi comuni. L’unione di competenze diverse, se ben coordinate, può fare la differenza.”
*Eros Teboni, classe 1990, comincia la sua carriera presso Enotria, l’enoteca di famiglia al Brennero. Dopo gli studi di enologia ottiene il diploma di sommelier nel 2011.
Inizia così il suo percorso professionale all’estero lavorando come sommelier presso strutture alberghiere e ristoranti di alto livello.
Tornato in Italia nel 2017 apre la sua prima società che si occupa di consulenza enologica, education e team building per la ristorazione e le aziende vitivinicole.
Nel 2018 partecipa al concorso “Best Sommelier of the World” dove ha conquistato il riconoscimento di “Sommelier Campione del Mondo”.
L’ultimo riconoscimento è arrivato nel 2021 come “Miglior Sommelier d’Italia”.
Oggi lavora in tutta Europa con la sua attività di consulting, organizzazione eventi e education nel mondo del vino.
Ruolo nel mondo del vino: “Il mio lavoro consiste nel creare connessioni e sviluppare il mercato del vino, in Italia e all’estero, supportando le aziende in un percorso completo di costruzione del brand: dalla vinificazione fino alla strategia di vendita, passando per un’azione mirata di branding e posizionamento”.
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