Michelin: nonostante da un paio di decenni la Spagna faccia tendenza nel food mondiale, la Michelin resta avara e la inchioda al quinto posto del ranking complessivo, dove l’Italia è terza.
Finalmente è arrivato il momento dello showdown anche per la Spagna. I pronostici della vigilia volevano le tre stelle, ferme a quota 15 dopo la doppietta 2024 di Noor e Disfrutar, per Casa Marcial e Skina, ma si vociferava anche che una casa storica potesse essere retrocessa. Su whatsapp sono addirittura circolate liste di ristoranti neostellati, basate sugli inviti degli chef, che hanno violato la ferrea legge del silenzio imposta da Michelin.
E le conferme non sono mancate. Se anche in Spagna la sala è donna (in Italia è stata premiata Vanessa Melis, qui Cristina Diaz di Maralba), si sono contate in tutto 32 neostellati, fra cui Niki Pavanelli del Bocconcino a Tenerife, autore di una cucina veracemente italiana a base di ingredienti locali. I nuovi bistellati sono stati tre ed è finalmente arrivata la consacrazione per Nacho Manzano di Casa Marcial, secondo le aspettative dei bene informati.
Perse dodici stelle, in gran parte per chiusura e senza troppo clamore, la Spagna conferma così il suo quinto posto mondiale nel ranking della rossa, dove trionfa (ça va sans dire) la Francia con 774 stelle attribuite a 639 ristoranti, seguita dal Giappone con 498 e 368, dall’Italia medaglia di bronzo con 461 e 395 e perfino dalla Germania, con 410 e 340. I suoi totali sono infatti rispettivamente di 356 e 291 Tanto che c’è chi comincia a perdere la pazienza: un recente articolo de La Vanguardia si chiede se davvero una stella abbia il medesimo valore in tutti i paesi. Perentorio in proposito Juan Carlos Iglesias, secondo il quale si tratterebbe di autentica avarizia dovuta a una “rivalità epica” con la Francia. Ci sarebbe poi un problema di saturazione, per cui determinate aree particolarmente ricche di stelle, come Barcellona, farebbero fatica ad accenderne di nuove. Mentre secondo Paco Perez, che di stelle ne detiene cinque, nei paesi gastronomicamente più avanzati il peso del riconoscimento sarebbe da considerare maggiore per il livello generale degli standard.
Autore: Alessandra Meldolesi


