Seguire le Botti – chi ha detto che il concetto di agriturismo debba per forza coincidere con una cucina tipica e una tavola abbondante?
Sicuramente, dietro questa parola c’è un legame profondo con la terra, intesa come madre generatrice di tutti i prodotti che arrivano in cucina, ma che non sempre deve essere declinata in atmosfere rustiche e tovaglie a quadri.
La famiglia Pandolfo – proprietaria dell’azienda agricola e Cantina Sant’Andrea – ha scelto di andare oltre la semplice ospitalità contadina e di costruire un luogo che fosse insieme celebrazione delle ricchezze locali e punto d’incontro e sinergia tra diverse realtà produttive di zona, con la missione condivisa di promuovere il territorio di Terracina e dell’Agro Pontino, non tanto quello più conosciuto della costa e del mare, bensì quello più interno, uno dei pochi paesaggi “carsici” del Lazio.
Da questi presupposti nasce “Seguire le Botti”, il cui nome suggestivo è un richiamo diretto alle antiche indicazioni stradali che guidavano i visitatori lungo un percorso fatto, appunto, di botti allineate.
Un invito a vivere un’esperienza dove si mescolano la storia di una famiglia di viticoltori espatriati dalla Tunisia, la scelta di produrre vino nel Lazio diventando tra le cantine più rinomate, e la creazione di una cucina gourmet che diventa il trait d’union.
Una storia di sconfitte e rinascita
Partiamo dalla storia della famiglia Pandolfo, un intreccio di passione, coraggio e dedizione che attraversa quasi due secoli e quattro generazioni di viticoltori. Tutto comincia a fine ’800 a Pantelleria, con la coltivazione dello zibibbo. Poi la famiglia emigra in Tunisia, dove il ramo paterno coltiva la vite affrontando sfide ambientali, mentre quello materno apre una pasticceria siciliana di successo a Tunisi.
Arriva la prima cantina, il vino attraversa il Mediterraneo verso la Francia, ma nel 1964 la nazionalizzazione imposta dal presidente Bourghiba li costringe a lasciare tutto.
Con pochi beni e molta tenacia, si trasferiscono prima a Napoli, poi nel podere 1720 di via Renibbio, a Terracina.
Nel 1968 vendemmiano le prime uve. I vicini acquistano per primi. Mancando visibilità sulla via principale, i Pandolfo inventano un trucco: sistemare botti lungo la strada come insegne. Nasce così la leggendaria “Via delle Botti” e Cantina Sant’Andrea in omaggio al capostipite.
Oggi Gabriele Pandolfo porta avanti l’attività con il figlio Andrea e, dai 27 ettari iniziali, ora l’azienda ne conta 105, con una storica vigna nel cuore della Doc Circeo e una produzione di oltre un milione di bottiglie l’anno.
Una realtà di grande pregio a cui si è aggiunto da qualche anno l’Agriturismo, voluto fortemente da Andrea Pandolfo e motivato dal desiderio di condividere la bellezza della campagna pontina.
Immerso nel verde, Seguire Le Botti regala un’atmosfera amena e rilassante, ma la grande sorpresa è proprio la sua cucina, espressione profonda e creativa del territorio.
Artefice di tutto ciò è lo chef Pasquale Minciguerra, che ha sposato in pieno il credo della famiglia Pandolfo nell’esclusività di utilizzo di ingredienti laziali: l’azienda dei Pandolfo si affida a una rete di realtà locali – casari, allevatori, contadini, molitori – che interpretano e raccontano un patrimonio spesso trascurato ma di straordinario valore.
Lo chef Minciguerra punta alle rarità agroalimentari e alle eccellenze locali, come la ricca varietà dei formaggi laziali o le farine per panificare.
Insomma, qui è possibile godere il meglio del Lazio, facendosi prima stupire dalla scenografica Bottaia, dove si trova il ristorante – pochi tavoli tra le gigantesche botti di rovere dove invecchia “Il Sogno”, loro vino riserva – per poi essere conquistati da una serie di piatti in cui si ritrova una grande capacità tecnica.
Nella cucina di Minciguerra ci sono, infatti, molta sperimentazione e studio, senza intaccare però l’autenticità e la genuinità. Un esempio è la Vellutata Caldo-freddo di piselli e asparagi, ricotta, brioche al formaggio e guanciale: lo chef stesso definisce la sua “la cucina dell’anima”: «Parto da tanti piatti di famiglia, che hanno radici nella cultura popolare e inizio a giocare con i sapori, sempre rispettando rigorosamente l’ingrediente e avvalendomi delle competenze tecniche che ho acquisito nelle mie precedenti esperienze».
Il momento della tavola si apre seguendo il rito dell’aperitivo, dove insieme al pane e ai grissini si possono accompagnare anche dei cocktail, come l’assoluto di Oppidum, che utilizza questo vino nelle sue varie versioni, o come la rivisitazione dell’Americano in chiave laziale.
Tra i signature che meritano menzione c’è Come la parmigiana di melanzane racchiusa in una melanzana svuotata e ricreata nella sua struttura, con l’utilizzo di provola affumicata, carbone vegetale, crema di melanzana, polvere di pomodoro, basilico di diverse tipologie dell’orto dell’Agriturismo e polvere di basilico aromatizzato.
E poi la Pasta Patate e Provola ma rivisitata con l’aggiunta del tartufo e lo Spaghetto al pomodoro che non è quello che sembra: all’apparenza bianco, è invece risottato nel pomodoro, adagiato su un datterino alla brace.
Importante e insolita anche la sezione di dolci appaganti.
La carta dei vini è esclusiva di Cantina Sant’Andrea con i suoi vini profondamente legati al territorio e prodotti nel cuore dell’, dall’approccio sartoriale alla viticoltura: tanto Aleatico e Moscato, due vitigni tipici di zona su cui è incentrata la produzione delle 16 etichette tra cui spiccano Moscato Oppidum e il nuovo 253 Giorni, un vermentino dalla grande sapidità dedicato a Sabaudia e ultima aggiunta alla collezione.
Di bella beva risulta l’Oppidum Brut, ovvero un Moscato di Terracina spumantizzato che si presta perfettamente sia a tutto pasto che per aprire le danze e il Sogno, da Merlot e Cesanese, un vino rosso rotondo, profumato e morbido, per concludere poi con il dolce Capitolium come atto finale.
Seguire le Botti
Str. del Renibbio, 1720
04019 – Terracina (LT)
Tel. +39 327 928 8739
info@seguirelebotti.it
www.seguirelebotti.it
[Questo articolo è tratto dal numero di settembre-ottobre 2025 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


