Il confine tra la Liguria e il Piemonte è a volte così sottile da confondersi. Si pensa al commercio che una volta portava le acciughe sotto sale nella Val Maira e che ha permesso lo sviluppo e la diffusione di piatti come la bagna cauda.
Lo scambio è avvenuto anche nell’altra direzione, portando specialità gastronomiche, ma soprattutto identità e persone in terra ligure. Davide Busca è una di quelle eccellenze di cui è impossibile non parlare. Il suo entusiasmo e la sua passione verso un mestiere che non bisogna mai dare per scontato sono semplicemente travolgenti.
Si definisce egli stesso un pescatore che, insieme al socio Mauro Mantero, ha deciso di dare vita al primo ittiturismo nel porto di Savona.
Quella che è la loro attività di pesca è diventata oggi una vera filiera che include colleghi pescatori e produttori locali formando un circolo virtuoso che sfocia in una duplice realtà.
Proprio dinnanzi alla barca dove vengono offerti fritto misto e fish burger, è stata aperta questa attività ristorativa che fonde la cultura marina alle origini piemontesi di Busca.
Il risultato sono plin alla pescatrice, tagliolini alla carbonara di mare e tutto ciò che il mare offre di differente e sorprendente ogni giorno.
Oltre al piatto finito si cela quella che è una delle poche realtà italiane ad aver creduto in un progetto che eleva l’ittiturismo a qualcosa di imprescindibile.
Questo micromondo sa raccontare una storia che parte da un territorio per giungere ad un altro senza mai privarli della loro essenza, ma anzi esprimendo nei piatti tutta la loro unicità, in un nuovo modo di vivere il mare.
[Questo articolo è tratto dal numero di marzo-aprile 2025 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


