C’è una storia emozionante e prestigiosa che aleggia su quel ramo del lago di Como dove si trova l’Hotel Promessi Sposi, la più antica struttura ricettiva presente sulla sponda orientale. Recenti e accurati studi sembrano infatti accreditare l’ipotesi che il paesaggio dipinto dietro l’enigmatica Gioconda di Leonardo sia esattamente quello che si ammira da qui e che addirittura il profilo seghettato del Monte Resegone che campeggia sul lago con le sue “undici punte” abbia influenzato la disposizione stessa degli apostoli nell’Ultima Cena.
Di sicuro Leonardo conosceva perfettamente queste zone per avervi soggiornato a lungo, così come anche Alessandro Manzoni, originario di Lecco, che scelse proprio questa montagna per il brano introduttivo a I Promessi Sposi.
È suggestivo pensare che Manzoni e Leonardo abbiano condiviso lo stesso sguardo su questo paesaggio lombardo, ciascuno con il linguaggio del proprio tempo, ed è interessante storicizzarne il valore anche nella nostra visione contemporanea.
Di certo gli operatori locali, consapevoli dell’importanza del contesto in cui si muovono, stanno istillando nuova linfa nel territorio, come dimostra l’intervento dell’imprenditore Fabio Dadati e di sua moglie Sabrina Frigerio che, nel 2017, hanno acquistato I Promessi Sposi di Malgrate, per avviare una ristrutturazione durata oltre tre anni, focalizzata sia sull’elegante design che sugli elementi identitari del luogo: i sontuosi lampadari ricordano le reti da pesca, i ripiani dei tavoli dell’arredo brillano grazie a una luminosa trama di fili di metallo che li ricollega alla centenaria vocazione siderurgica della zona, tutte le pareti giocano sulle varianti del grigio e del tortora richiamando la celebre “pietra di Varenna” o “pietra di Mandello”, un calcare compatto usato per pavimentazioni e murature, sedimentato in oltre 200 milioni di anni, di cui è composto il Monte San Martino che si specchia nel lago.
I richiami filologici impreziosiscono la rigorosa struttura attuale dell’hotel, lineare e pulita, così come gli splendidi giardini interni su cui affacciano parte delle 69 camere e la SPA, con specie botaniche che regalano verde e fiori in tutti i periodi dell’anno.
La sala meeting, l’area wellness, la palestra Technogym, il ristorante fine dining Lisander e il People cocktail bar & café, con il suo roof garden aperto nella bella stagione, completano l’offerta con una straordinaria vista sul lago medesimo.
Casa sull’Albero: il rifugio sospeso tra luce e natura
Poco distante dall’hotel, immersa in un parco di 3.000 mq2, la Casa sull’Albero è la controparte più intima del progetto Promessi Sposi. Non un’estensione, ma un’altra idea di abitare: silenziosa, verticale, quasi meditativa. Qui il legno, il vetro e la luce costruiscono spazi essenziali dove la natura entra come elemento architettonico.
Le 12 camere, sospese tra i rami e orientate verso il lago, regalano un contatto diretto con il paesaggio: al posto del rumore, il fruscio delle foglie; al posto del lusso ostentato, la sobrietà del comfort intelligente. La Casa sull’Albero è un’esperienza di isolamento scelto che diventa parte di un rito privato.
In questo equilibrio tra architettura e natura, tra quiete ed essenzialità estetica, si ritrova lo stesso principio che anima l’intero universo del Promessi Sposi: l’arte dell’accoglienza.
Lisander, la nuova stagione di Roberto Pirelli
Fatalmente, c’è una visione quasi pittorica anche nella cucina di Roberto Pirelli, chef del Ristorante Lisander all’interno dell’Hotel Promessi Sposi. “Il Lago di Como è una continua fonte d’ispirazione: cambia luce, colore e umore, proprio come la cucina che voglio proporre, in dialogo costante con la stagione e con chi la vive”, racconta lo chef, forte di un curriculum di tutto rispetto in location prestigiose, accanto a chef come Sergio Mei, Adelio Sironi, Federico Coria e Giancarlo Morelli, a cui si aggiungono numerosi stage italiani ed esteri.
Ogni piatto nasce quindi non solo dal ragionamento e dalla professionalità, ma anche da quel sottile incanto che il lago trasmette e che si traduce in misurate e gustose pennellate di sapore. Con l’attuale menù invernale, Pirelli conferma la sua idea di cucina come racconto del territorio lacustre in equilibrio tra acqua e terra, tra rigore tecnico e naturalezza degli ingredienti. La nostra degustazione è partita con entrée in sentimentale omaggio alla Sicilia, regione di provenienza dello chef, per poi proseguire con un’apertura che dichiara metodo e intenzione: il lago, il mare e la materia terragna trovano un punto d’incontro non ovvio nei gamberetti di laguna croccanti, polenta bianca, salsa di granchio blu e crostacei.
Poi arrivano i tortelli ripieni di Scimudin, animella, finferli e scampi, piatto di frontiera, autentico manifesto del suo stile: unire materie lontane in una narrazione coerente, costruita sulla tecnica e sull’istinto, dove montagna e mare dialogano senza forzature.
Di seguito, nel reale di manzo alla finta brace, sedano rapa e salsa chimichurri, la carne sembra strizzare l’occhio all’asado argentino, con sentori sapidi ed erbacei. Fresco e profumato il dessert con sorbetto all’ibisco, mandorla tostata, meringa all’italiana e lamponi: piccoli colpi di sapore che si inseguono con grazia.
Il percorso degustazione “A mano libera dello chef” è dunque la chiave di lettura del Lisander. Sei portate che non rispondono a una gerarchia di ingredienti ma a un viaggio nel pensiero di Pirelli, che guida l’ospite con garbo nelle sue stesse curiosità.
La sua libertà, qui, è comunque sempre sorvegliata dalla misura: nessun personalismo, ma la volontà di lasciare che il suo stile si manifesti nel dettaglio.
Tre itinerari per tre sguardi
Il menù H2O è il più fluido e sensoriale. Gioca sull’elemento che dà identità al luogo — l’acqua — attraversando lago e mare come due facce della stessa ispirazione. Pesci d’acqua dolce, crostacei e molluschi vengono trattati con leggerezza, senza travestimenti: il sapore resta integro, quasi trasparente, come il riflesso del lago d’inverno.
Il percorso Vegetariano non è un menù di rinuncia ma di ricerca. Pirelli lavora il mondo vegetale con la stessa serietà con cui affronta le proteine animali: la cottura, le consistenze, la profondità del sapore sono il centro dell’attenzione.
È una cucina della materia più che dell’apparenza, dove la terra rivela intatta la sua sostanza. Infine il Territorio, che rilegge la tradizione lombarda attraverso lo sguardo di oggi. Dai mondeghili al risotto allo zafferano, fino alla guancia brasata, tutto parla di memoria e contemporaneità senza nostalgie, in continuo confronto con la storia: la tecnica non annulla la radice storica, ma la illumina con nuovi contenuti.
Da Giovannino Bistrot: sul Lago di Como, la tradizione incontra Gaetano Di Palma
Affacciato sul lungolago di Malgrate, di fronte all’Hotel Promessi Sposi di cui fa parte, con la vista più scenografica sull’acqua e sulle montagne, Da Giovannino Bistrot, dopo un attento restyling, offre oggi ambienti luminosi e la stessa vocazione alla convivialità che lo accompagna da oltre un secolo.
La sala principale ospita ottanta coperti, mentre la terrazza vista lago ne accoglie cento, teatro perfetto per una cucina che parla il linguaggio della sincerità, con una proposta più informale ma curata che si affida a materie prime stagionali e a una filiera corta che restituisce autenticità ai sapori.
Tra i piatti simbolo spiccano il risotto con filetti di pesce persico, la costoletta di vitello panata con patate arrosto e chutney di pomodoro, il trancio di luccioperca con ceci e olive taggiasche, l’uovo morbido con fonduta di gorgonzola e tartufo nero, accanto a una sezione dedicata alle pizze d’autore, con doppio impasto e lievitazione di 24 ore.
Dall’anno scorso la cucina è affidata a Gaetano Di Palma, classe 1985, campano di origine, formatosi all’Istituto Alberghiero Virtuoso di Salerno, con successive esperienze in realtà di prestigio come Ciasa Salares (San Cassiano), Alle Darsene di Loppia (Bellagio), Terme Manzi (Ischia) e il Grand Hotel Villa Serbelloni: “La mia cucina nasce dal rispetto per le materie prime e dalla volontà di esprimere, attraverso ogni piatto, la storia e i sapori autentici della nostra terra”, racconta.
La carta dei vini privilegia le etichette del Nord Italia, con incursioni nel Sud e nelle isole, componendo un panorama enologico che abbraccia l’intero Paese.
Con questo nuovo corso, Da Giovannino Bistrot conferma la propria vocazione di luogo d’incontro tra tradizione e innovazione, radici e contemporaneità. Un indirizzo che celebra il lago e la sua gente con la misura e la concretezza che da sempre caratterizzano la ristorazione italiana di valore.
Hotel Promessi Sposi
Viale Italia, 4
23864 Malgrate (LC)
Tel. +39 0341 202 096
www.hotelpromessisposi.it
[Questo articolo è tratto dal numero di gennaio-febbraio 2026 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


