È nella loro natura: i piccoli borghi, frammenti di un’Italia da riscoprire con incanto (prima che sia troppo tardi), nascondono dei tesori, spesso anche enogastronomici. San Giacomo degli Schiavoni, comunità molisana dell’entroterra di Termoli che anticamente ospitò molti croati in fuga dai turchi (che contribuirono a ripopolare il borgo collinare distrutto dal terremoto), è gelosa custode di alcune rarità. Il cazzotto per esempio: assomiglia al culatello, ma ha i suoi segreti, come la stagionatura per 12 mesi sotto grasso di maiale. La macelleria di Pasquale Berchicci ne ha fatto il prodotto bandiera, come del resto la ventricina e il fegatazzo (salsiccia fatta con interiora di maiale). Vetrina del gusto e delle tante cose buone che si producono nel territorio di questo piccolo paese del Molise è il ristorante Cian dal 1976.
La chef patron del locale è Miriana Lanzone, giovane avvocatessa che ha deciso di raccogliere l’eredità del fondatore, ovvero di papà Bruno. Il ristorante si è trasferito a San Giacomo degli Schiavoni da non molto: in origine era a Termoli.
Nel giugno scorso una inattesa fiammata di popolarità con la vittoria di una puntata di un famoso programma televisivo ha aiutato a divulgare i valori culinari ereditati in famiglia: “Cian, dal 1976” si è sempre segnalato per una cucina di mare curata e di sostanza, con piatti di pesce (l’Adriatico è a una manciata di chilometri) sostenuti da una materia prima schietta e da cotture calibrate. Piatti che vanno al sodo con eleganza, capaci di smarcarsi dal “già visto”.
Da non perdere i campofiloni alla Cian, ovvero tagliolini tirati a mano saltati con scampi, cicale, granchi, gamberetti e calamari : da soli valgono la visita al Cian. È uno spettacolo vedere arrivare le pirofile fumanti di tagliolini dopo l’ultimo colpo di padella.
Ma valgono il viaggio i caratteristici taccozzi alla petarola (antico piatto termolese, considerato l’antesignano del brodetto di Termoli), la panzanella, la gallinella in umido, la frittura di paranza, la spigola…
Fra i tavoli si muovono camerieri giovani (un privilegio di questi tempi) che danno vita anch’essi a una scena che ha del teatrale. L’ambiente è curato e impreziosito da tocchi raffinati, anche negli arredi.
Una bella sosta, non c’è che dire. Anche dopo aver preso un “cazzotto” in macelleria… A San Giacomo degli Schiavoni non fa male neanche quello.
Nel piccolo borgo, che un tempo fu abitato anche dai Templari, ci sono tante belle cose da vedere, come le affascinanti case rupestri ricavate in grotte preistoriche, la torre dell’orologio della Chiesa del Rosario, la chiesa valdese di San Giacomo (costruita un secolo fa), la fontana delle conchiglie, le storiche porte e alcune caratteristiche abitazioni del borgo. Qui infatti è passata tanta storia, ne è prova anche qualche reminiscenza linguistica dalmata lasciata dai primi coloni croati nel XV secolo.
Ristorante Cian dal 1976
Vicolo del Tempio, 17
86030 San Giacomo degli Schiavoni (CB)
Tel. 392 506 1610
[Questo articolo è tratto dal numero di novembre-dicembre 2022 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


