Surgital l’innovazione: prima azienda italiana nella produzione di pasta fresca surgelata, piatti pronti e sughi in pepite surgelati, da tempo Surgital ha avviato un percorso orientato non solo all’efficienza ma soprattutto al benessere e sicurezza delle persone. L’introduzione di impianti all’avanguardia per la produzione e surgelazione della pasta fresca, i numeri parlano di 175 tonnellate al giorno, ha permesso di alleggerire le attività più ripetitive e faticose, trasformando profondamente l’esperienza lavorativa in reparto. La macchina non sostituisce l’uomo, ma lavora con lui: il nuovo paradigma produttivo si fonda infatti su un binomio virtuoso persona/macchina, dove la tecnologia richiede competenza, visione e controllo umano.
“Oggi il mercato richiede non più solo qualità ma eccellenza, motivo per cui ogni impianto viene affidato a operatori altamente formati, protagonisti di un percorso di affiancamento da sei mesi a 1 anno interno all’azienda e presso il costruttore – dichiara Enrica Bacchini, R&D Director dell’impresa ravennate – Un investimento che sosteniamo con fermezza poiché valorizza e accresce la professionalità interna, e soprattutto, risponde all’esigenza prioritaria di assicurare il benessere delle persone, obiettivo possibile anche in un contesto produttivo”.
Oltre alla pasta, dallo stabilimento di produzione, sempre ogni giorno, escono anche 90.000 piatti pronti monoporzione e 30 tonnellate di sughi in pepite, distribuiti in 60 Paesi nel mondo, frutto dell’operato di 270 dipendenti, di diverso ordine e grado, quotidianamente impegnati nel garantire la massima efficienza della filiera di lavorazione.
“L’azienda ha pianificato di investire 20 mln di euro nel triennio 2025-2027 in nuovi inserimenti di impianti tecnologicamente avanzati e automazione, scelti da un team interno composto da diverse figure professionali. — continua Enrica Bacchini – Oltre Edoardo Bacchini, Amministratore Delegato dell’azienda, storico esperto di meccanica e attento alle esigenze specifiche di Surgital, siamo affiancati da almeno 5 persone di diversa competenza, tra cui ingegneri, progettisti, meccanici e elettricisti. Tutti accomunati dalla volontà di operare questa selezione secondo un’unica direttiva, cioè non per sostituire il lavoro umano, ma per liberarlo dal peso delle attività a basso valore aggiunto. Le nostre macchine richiedono abilità, attenzione, intelligenza: è in questo equilibrio tra uomo e tecnologia che costruiamo ogni giorno un ambiente più sicuro, motivante e capace di attrarre talenti.”
L’automazione non è dunque un fine, ma uno strumento al servizio di un modello produttivo più sostenibile, che unisce performance e attenzione alla qualità della vita sul lavoro, confermando l’impegno dell’azienda nel costruire un ambiente di fabbrica più moderno, sicuro e umano,e, nel contempo, essere più competitiva.


