Polizze catastrofali 2025: il dibattito sull’obbligo di stipulare una polizza contro terremoti, alluvioni e frane entra ora nel vivo del settore ho.re.ca, ma con più incertezze che certezze. La Legge di Bilancio 2024 ha istituito un vincolo per tutte le imprese italiane iscritte al Registro delle Imprese, imponendo una copertura assicurativa per danni catastrofali. Tuttavia, la normativa attuativa e le scadenze non sono né uniformi né definitive, e già nel corso del 2025 si sono avuti rinvii e correzioni che testimoniano una legge in divenire.
Diversi consulenti e assicuratori, incluso chi opera stabilmente con realtà ho.re.ca — hanno confermato che il termine “31 dicembre 2025” vale solo per micro e piccole imprese, mentre molte attività più strutturate avrebbero dovuto adeguarsi entro marzo o ottobre 2025. Questo crea confusione operativa e amplifica la sensazione di un obbligo imposto “a regime incompleto”.
E poi la questione centrale: quanto serve davvero questa polizza se l’impresa non intende accedere a incentivi pubblici o bandi? Senza sanzioni penali né verifiche stringenti, la normativa si riduce a un deterrente burocratico più che a un reale strumento di protezione economica. In altre parole: imprese con asset già coperti da altre polizze rischierebbero di sobbarcarsi oneri aggiuntivi senza vantaggi immediati, se non l’accesso a determinate agevolazioni.
Infine, in un contesto di mercato assicurativo ancora poco maturo e con prezzi variabili secondo rischio territoriale, l’obbligo rischia di essere un costo aggiuntivo piuttosto che una reale garanzia di resilienza per il settore horeca.
PRO / CONTRO
| Vantaggi | Criticità |
| Introduce una base minima di tutela finanziaria in caso di calamità naturali. | Scadenze frammentate e poco chiare (31 marzo, 1° ottobre, 31 dicembre 2025 a seconda della dimensione d’impresa). |
| Può facilitare l’accesso a futuri bandi e agevolazioni pubbliche. | L’obbligo pesa anche su micro imprese con margini ridotti. |
| Favorisce una maggiore cultura del rischio e della prevenzione nel settore horeca. | La copertura obbligatoria rischia di duplicare polizze già presenti o adeguate. |
| Stimola il mercato assicurativo a creare prodotti specifici e più competitivi. | Premi assicurativi molto variabili per area geografica (zone sismiche/alluvionali più costose). |
| In caso di evento catastrofale, può ridurre i tempi di ripartenza dell’attività. | Mancanza di sanzioni dirette: l’obbligo è “soft” e legato soprattutto all’accesso ai contributi, quindi poco motivante. |
| Può tutelare l’intera filiera evitando crolli economici a catena. | Rischio che il costo aggiuntivo diventi un peso burocratico più che una reale protezione. |


