Chef Igles Corelli
Il fuoco che accende nuove fiamme
C’è un momento, in ogni grande storia, in cui il maestro smette di cucinare solo per sé e comincia a cucinare attraverso gli altri.
Igles Corelli questo lo ha sempre saputo. La sua vita tra fornelli e stelle Michelin non è stata soltanto un cammino personale: è stata una semina generosa, un atto d’amore verso la cucina italiana e verso chi sarebbe venuto dopo di lui.
Al Trigabolo di Argenta, negli anni ’80, Corelli non era solo uno chef: era il demiurgo di una brigata giovane e curiosa.
Attorno a lui crescevano cuochi che sarebbero diventati protagonisti del panorama gastronomico italiano, forgiati da quell’energia creativa e indisciplinata che ha saputo trasformare in metodo.
Ogni servizio era una lezione, ogni errore un’opportunità. Ne uscì una generazione capace di brillare di luce propria, ma che porta ancora dentro lo sguardo e la mano del maestro.
Corelli ha sempre cucinato con passione e filosofia: dalla Cucina Garibaldina, che univa i sapori di tutta Italia, alla Cucina Circolare, dove nulla si butta e tutto si trasforma.
Non solo ricette, ma visioni: insegnamenti che hanno aperto strade nuove a chi oggi porta avanti la bandiera della cucina sostenibile e identitaria.
Il ricambio generazionale, per lui, non è mai stato un ricambio freddo: è stato un abbraccio.
Ai giovani chef non ha trasmesso soltanto tecniche, ma un modo di guardare la materia prima, di rispettare l’ingrediente e chi lo coltiva, di rendere ogni piatto un atto etico prima ancora che estetico.
Eppure, Corelli non ha paura di dire ciò che pensa: critica i talent show che illudono i ragazzi, ricorda a tutti che la cucina è sacrificio, dedizione, lunga gavetta. Ma lo fa per amore, perché sa che dietro la durezza delle parole c’è la verità che può salvare un giovane talento dalla superficialità.
Oggi, a settant’anni, il suo sguardo non è rivolto indietro ma avanti. Corelli sogna ancora, ma soprattutto fa sognare: nelle accademie, negli eventi, nei laboratori con gli studenti, continua a passare il testimone come una fiaccola che non si spegne.
E così, nel grande racconto della cucina italiana, Igles Corelli non è solo una voce del passato: è il cuore pulsante del presente, la radice che nutre il futuro.
Perché ogni volta che un giovane cuoco mette passione in un piatto, lì dentro, in silenzio, c’è ancora la mano del maestro.
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