Editoriali · 02 giugno 2008

LA MAFIA TRAVELFOOD

Di Elsa Mazzolini Abbiamo parlato per 22 anni della ristorazione, dei suoi successi e della sua possibilità o difficoltà ad esprimersi in relazione ai problemi di carattere economico, strutturale, culturale, logistico. Problemi comuni,…

LA MAFIA TRAVELFOOD
Di Elsa Mazzolini

Abbiamo parlato per 22 anni della ristorazione, dei suoi successi e della sua possibilità o difficoltà ad esprimersi in relazione ai problemi di carattere economico, strutturale, culturale, logistico.

Problemi comuni, insomma.

Ma questo non editoriale di dicembre – quello che spesso chiude il bilancio di un anno con auguri, speranze e normali delusioni – è dedicato invece a chi non è in grado di operare per difficoltà che trascendono ogni comune e pur pressante problematica: le minacce mafiose per estorcere il pizzo.

Davanti all’odioso e barbaro ricatto di chi pretende di vivere del lavoro altrui, nel parassitismo che tutto soffoca e uccide, le normali problematiche del nostro settore, quantunque gravi, ci sembrano poca cosa. A Villa San Giovanni una stimata famiglia di imprenditori ha aperto un bel ristorante affacciato sullo stretto, immaginando di affrontare, con timore ed entusiasmo, il piacere e la difficoltà di rapportarsi con clienti piú o meno esigenti.

Ma dall’inizio di novembre il locale subisce l’impossibilità di lavorare: minacce e pallottole recapitate alla famiglia hanno consigliato i 14.000 abitanti della bella cittadina calabrese di disertare la sala panoramica del ristorante Mazza.

Il capofamiglia non ha piegato il capo: denunciando l’accaduto alle autorità, ha iniziato quel massacrante braccio di ferro che, specie nell’isolamento, potrebbe essergli fatale. O, se la gente reagisse, potrebbe significare per sé e per la Calabria, il diritto ad un percorso di libertà.

Gli auguri e la nostra partecipazione sono dunque per la famiglia Mazza e per tutti quelli che hanno osato ribellarsi, in un’Italia che ancora soffre il sopruso mafioso, la bustarella clientelare e i mille compromessi di una società in crisi di valori.

di Elsa Mazzolini

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