Secondo una classifica pubblicata in occasione della Shanghai Climate Week 2025, alcune delle più grandi catene alberghiere cinesi hanno ottenuto una valutazione A+ per il loro impegno a favore di un’alimentazione a base vegetale.
A guidare la transizione del settore proteico in Cina troviamo Marriott Greater China, Langham Hospitality, IHG Hotels & Resorts, Accor ed ancora altri sette tra i maggiori operatori alberghieri dell’area. Questi gruppi alberghieri hanno ricevuto il massimo del punteggio (A+) per le loro politiche aziendali volte ad ampliare l’offerta di alimenti a base vegetale.
Il punteggio è stato calcolato secondo la griglia di valutazione stilata da Lever China, società di consulenza di Shanghai, che ha presentato il rapporto alla Settimana del Clima 2025. Durante l’evento diversi dirigenti del settore dell’ospitalità e leader della sostenibilità hanno confermato il loro impegno verso l’adozione di un modello basato su alimenti vegetali non solo per gli hotel, ma anche nella ristorazione aziendale ed universitaria.
La diffusione del modello adottato dai grandi operatori del settore per portare le opzioni vegetali nelle singole strutture ricettive, nelle mense degli uffici e nei campus prevedeva di rendere tutti i menu a base vegetale tra il 30% e il 70% entro il 2025.
In supporto a questo impegno, diverse università, come la Shanghai Ocean University, sono state attivamente coinvolte nello sviluppo di prodotti vegetali innovativi, confermando l’interesse del mondo accademico verso questa transizione.
Questa evoluzione è guidata non solo dalla volontà di ridurre le emissioni di gas serra (il settore alimentare è responsabile di circa un terzo delle emissioni globali), ma anche da una crescente domanda dei consumatori per opzioni più sane e sostenibili.
Questo avviene in un momento in cui la Cina consuma più proteine pro capite rispetto agli Stati Uniti e principalmente di origine vegetale. Sia il governo nazionale che quelli locali stanno promuovendo alimenti a base vegetale innovativi, poiché le proiezioni indicano che il consumo di carne nel paese – già leader mondiale in questo settore – è destinato a crescere ulteriormente.
Nel rapporto “China Hospitality Industry Plant-Based Foods Scorecard”, Lever Foods ha analizzato gli obiettivi di politica alimentare delle aziende alberghiere, verificando se avessero definito tempistiche precise, obiettivi prioritari ed azioni concrete per la transizione verso un’alimentazione a base vegetale.
Ad esempio, per ottenere un punteggio A+, un’azienda deve aver fissato pubblicamente un obiettivo con scadenza precisa per rendere almeno il 30% di tutti i pasti a base vegetale o aumentare la percentuale di alimenti di origine non animale serviti al cliente di almeno il 20%. Inoltre, i gestori degli hotel devono impegnarsi in almeno tre azioni concrete che includono rendere una parte consistente del menu a base vegetale di default in un punto di ristoro di ogni hotel, introdurre almeno 10 nuove ricette vegane ogni anno, offrire un minimo di due corsi di formazione professionale all’anno e utilizzare cartelli o frasi che incoraggino i clienti a scegliere alternative alla carne.
IMPEGNI DELLE CATENE ALBERGHIERE 2025-2030
Accor Hotels e Langham si sono impegnati a rendere il 50% del loro menu a base vegetale entro il 2030 in tutte le loro sedi globali, mentre Orange Hotel e Octave Hotels hanno guidato la transizione in Cina raggiungendo il 70% nel 2025.
Nel frattempo, IHG, Marriott, Dossen Group e Yee Hotel hanno confermato di aver integrato opzioni a base vegetale per il 30% dei menu nel 2025.
Il fatto che anche gruppi come Dossen e Yee Hotel si siano mossi dimostra che questa non è più solo una tendenza delle multinazionali occidentali, ma è diventata una priorità strategica per i colossi alberghieri cinesi.
Lo stesso vale per Ahn Lan Resorts & Hotels, le sedi di Macao e Hengqin dell’Artyzen Hospitality Group, il Baiyun Hotel (tutti entro il 2026) e la sede di Ascott nella Cina meridionale (entro il 2028).
IL RUOLO DELLE UNIVERSITA
Le università non sono solo tra i primi destinatari della transizione, ma dei veri e proprio centri di innovazione. La Shanghai Ocean University collabora a livello internazionale per sviluppare nuove tecnologie alimentari sostenibili, inclusi prodotti ittici a base vegetale per affrontare il problema dell’overfishing.
L’APAC Food Innovation Challenge è un evento che coinvolge gli studenti di Shanghai per creare piatti vegetali creativi come i gamberetti, il caviale plant-based, delle “carni” di derivazione vegetale con consistenze simili alla carne macinata e burger, che vengono poi testati e adottati da aziende di produzione.
Per creare un reale impatto ambientale è necessario cambiare le abitudini quotidiane, per questo motivo la scelta di questa iniziativa è partita dalla ristorazione aziendale ed universitaria, dove milioni di dipendenti e studenti mangiano ogni giorno, permettendo di far conoscere l’importanza di un’alimentazione vegetale più rapidamente alla popolazione e di scalare altrettanto velocemente la riduzione delle emissioni di CO2 ed il consumo di risorse idriche rispetto alla sola ristorazione di lusso.
CAMBIO DI PARADIGMA DEI CONSUMATORI CINESI
I sondaggi mostrano che il 98% dei consumatori cinesi mangerebbe più alimenti di origine vegetale, se fossero informati sui benefici di una dieta vegana, così come la ricerca suggerisce che entro il 2060 metà del consumo proteico totale del paese dovrà provenire da fonti alternative, se si vuole raggiungere un’efficace decarbonizzazione.
Il lavoro di Lever China risponde esattamente alle esigenze dei consumatori: secondo un sondaggio del 2024 quasi l’88% degli intervistati ritiene che le aziende di ristorazione, alberghiere e della vendita al dettaglio abbiano la responsabilità di gestire la salute e la sostenibilità delle proprie filiere alimentari.
Quasi l’85% degli intervistati ritiene che queste aziende dovrebbero offrire più alimenti a base vegetale per promuovere la salute pubblica e lo sviluppo sostenibile.
Il 77% dei consumatori ha dichiarato di preferire hotel, ristoranti e negozi che abbiano implementato politiche specifiche per aumentare l’offerta di alimenti a base vegetale.
LE PROPOSTE DEL GOVERNO CINESE PER IL QUINQUENNIO 2026-2030
Nella Shanghai Climate Week 2026, il governo cinese ha presentato le proposte che segnano il passaggio dai “grandi impegni” all’implementazione sistematica, con un forte focus sull’integrazione tra sicurezza alimentare, salute pubblica e obiettivi di neutralità carbonica per il 15° Piano Quinquennale (2026-2030).
Le principali direttrici governative legate all’alimentazione e alla sostenibilità includono il supporto alle “novel foods” e proteine alternative con la creazione di un quadro normativo per questi alimenti che faciliti l’approvazione e commercializzazione di carne coltivata e fermentazione, sostenga la ricerca e sviluppo, riduca la dipendenza tecnologica dall’estero ed introduca standard industriali nazionali per evitare la concorrenza sleale e migliorare la percezione dei consumatori.
Le indicazioni governative prevedono la revisione delle Linee Guida Dietetiche Nazionali, promuovendo una dieta “bilanciata e a basse emissioni” che include la riduzione del consumo di carne rossa a favore di proteine vegetali di alta qualità e prodotti ittici sostenibili, aumentare l’apporto di fibre (25-30g/giorno) e ridurre drasticamente sale, zucchero e oli commestibili entro il 2030.
Nella proposta si conferma il concetto di sostenibilità all’interno della ristorazione pubblica e collettiva, spingendo verso l’adozione di modelli vegetali nelle mense universitarie e scolastiche, per ridurre l’impronta ambientale dei campus. Infine è stata proposta anche una certificazione “Hotel a basse emissioni” tramite l’offerta di menu plant-based come criterio essenziale per le certificazioni di sostenibilità alberghiera.
Infine il governo sostiene la creazione di hub di bio-manifattura alimentare simili al polo di biofabbricazione nel Guangdong, nato come complesso per l’innovazione nelle biotecnologie alimentari delle proteine vegetali, microbiche e coltivate con l’obiettivo di migliorare la consistenza ed il gusto dei prodotti vegetali per favorirne l’accettazione sociale.
IL CAMBIAMENTO NEL SETTORE DELL’OSPITALITÀ RIFLETTE LE POLITICHE NAZIONALI SULLE PROTEINE ALTERNATIVE
Il settore alberghiero cinese sta affiancando gli sforzi del governo volti a diversificare le fonti proteiche e a rendere più ecologico il sistema alimentare.
La transizione verso un’alimentazione a base di proteine alternative è tangibile, ogni anno sempre di più.
eLong Hotel Technology, una delle maggiori piattaforme alberghiere cinesi, ha recentemente annunciato uno degli obiettivi più ambiziosi finora: il 50% dei piatti del suo menu sarà a base vegetale entro il 2029. eLong Hotel Technology è una realtà che gestisce oltre 3.000 hotel (tra cui Yicheng, Perling, Qicheng e Aidianjing) e conta 35 milioni di membri del programma fedeltà in Cina.
Ciò si inserisce in un diffuso cambiamento verso menu ricchi di alimenti vegetali nel settore della ristorazione cinese negli ultimi due anni, guidato da una base di consumatori attenti alla salute, dalle politiche governative e dalla pressione competitiva.
Non si tratta solo di hotel, anche i ristoranti cinesi stanno abbracciando i cibi a base vegetale, con le principali catene che si sono impegnate a trasformare i loro menu nei prossimi due anni.
Tra queste c’è Yang Guo Fu, una catena di hotpot con oltre 7.000 sedi, dove metà degli ingredienti è già ora di origine vegetale.
Negli ultimi cinque anni, infatti, il numero di ristoranti senza carne è quasi triplicato, passando da meno di 5.000 a oltre 14.000.
“Le aspettative dei consumatori stanno cambiando, con un numero crescente di clienti alla ricerca di esperienze culinarie più leggere, sane e variegate” afferma Cecilia Zhao Direttore della sostenibilità presso Lever China.
“L’introduzione di menu vegetali negli hotel a seguito delle crescenti pressioni del governo per affrontare il tema della sostenibilità si apre anche a delle vere e proprie opportunità commerciali e di differenziazione del marchio, ampliando nel contempo il bacino di utenza e soddisfacendo una gamma più ampia di preferenze”.
[Questo articolo è tratto dal numero di luglio-agosto 2026 de La Madia Travelfood. Puoi acquistare una copia digitale nello sfoglia online oppure sottoscrivere un abbonamento per ricevere ogni due mesi la rivista cartacea]


