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A Elsa Mazzolini e a La Madia Travelfood
Il Premio Internazion ale Portonovo 2005

Portonovo è sempre e comunque – malgrado il maggiore affollamento degli ultimi anni ne inquini un po' la fisiologica propensione a luogo “naturalmente” elitario, piccolo e prezioso com'è – la piú bella baia di mare e di verde nelle Marche.

La stessa, esigua, ricettività alberghiera ne fa un posto esclusivo, e questo non può che preservare la piccola realtà a ridosso del Monte Conero dal turismo ciabattone che purtroppo dilaga. A mantenere gli equilibri, pur in un'ottica di necessaria apertura alle diverse esigenze del turismo odierno, i due alberghi della famiglia Roscioni: l'Hotel Excelsior “La Fonte”, un quattro stelle che è anche centro congressi e lo spettacolare ottocentesco “Fortino Napoleonico”, con le suggestioni della sua storica struttura ora riconvertita alla migliore ospitalità.
Nasce dalla volontà di Aldo Roscioni il “Premio Portonovo”, riconoscimento internazionale di arte, cultura, imprenditoria ed enogastronomia patrocinato dal Comune di Ancona, in collaborazione con l'Assessorato al Turismo della Regione Marche.
Quest'anno (il dodicesimo) la giuria del premio presieduta dal prof. Marco Pacetti, Rettore dell'Università Politecnica delle Marche e costituita dallo stesso Roscioni, da Bruno Bravetti, Luciano Agostini, Terenzio Montesi e Gualberto Compagnucci, ha deliberato di assegnare il premio Portonovo – precedentemente già assegnato a personaggi del calibro di Tonino Guerra, Luigi Veronelli, il nostro Luigi Cremona, Valeria Moriconi, Robert Mondavi, Milly Carlucci, Gianola Nonino e a noti imprenditori, ristoratori, viticoltori – anche a Elsa Mazzolini e alla Madia Travelfood.
Nelle foto i 6 premiati di quest'anno (Le Busche - Ristorante di Montecarotto - Ancona; Cantina Monte Schiavo - Jesi (AN); Terenzio Medri per A.I.S. - Associazione Italiana Sommeliers; La Madia Travelfood; Giampaolo Giampaoli - titolare dell'omonima azienda dolciaria; Pierluigi Pizzi - regista e scenografo di fama internazionale), con il riconoscimento consegnato da una incantevole Maria Grazia Cucinotta.
 
Le motivazioni del premio
a “La Madia Travelfood”
Nelle case di campagna, espressione del vivere appartato nell'involucro casa-terra, c'era una componente d'arredo d'uso nella grande cucina: la conca o madia, a seconda del grado d'istruzione della vergara, che di buon'ora, almeno una volta la settimana, affondava i pugni chiusi nella massa di farina, acqua e lievito nel sacro rito di fare il pane.
La stessa madia poteva diventare culla per i neonati, in attesa di un trespolo con le ruote chiamato girello. Il pane, il neonato, sopravvivenza e vita. Comunque il domani. Con il conforto di due concetti così essenziali LA MADIA TRAVELFOOD è diventata un giornale che da 21 anni parla e racconta di cucina senza proporre impossibili ricette: può scriverle, illustrarle, sì, ma in un contesto culturale di tradizione e di varia umanità. Si sente subito che al timone c'è una donna, romagnola per di piú, che sa rispettare i codici dell'eleganza e della sobrietà, dell'informazione trasparente, senza infingimenti e sotterfugi. Suggerisce ma non impone, non scopiazza vecchi copioni gastronomici, caduti anche in prescrizione in questi veloci passi del tempo. La Madia non è catalogo pubblicitario, ma esalta i contenuti-guida che servono ai devoti della tavola. Le copertine sono ironiche, leggere, invitanti, con un pizzico di brio, q.b. Ricordo un numero monografico dedicato alle Marche, di una decina di anni fa, con un sottotitolo che ti prendeva per mano: "La Madia, redazione con uso di cucina". Ricordo poche ricette, ma di fonte, con il corredo di una scheda del luogo del rinvenimento, imperdibile, ricette che intendevano un modo di essere e che definivano il pluralismo di questa regione Marche, divisa per principio anche tra i fornelli. All'ideatrice e direttrice della rivista, che ha tra l'altro realizzato al rassegna "Marche da mangiare'' e, per conto della Regione, un volume che vuol essere un gesto ricognitivo sulla tipicità delle risorse enogastronomiche della nostra terra, Portonovo dedica il Premio destinato ai cantori importanti che interpretano il nostro repertorio. (Terenzio Montesi)


 


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